Sostegno psicologico in situazioni di crisi o disagio.
Psicoterapia, un percorso strutturato per accrescere la conoscenza di sé e curare patologie e sintomi psicologici, quali ansia, depressione, stress cronico, disturbo da stress post traumatico, disturbi alimentari, ecc.
Invecchiamento attivo e prevenzione del deterioramento mentale.

Psicoterapia ad indirizzo psicodinamico

Il mio approccio terapeutico si basa sui fondamenti della psicoanalisi e sui successivi sviluppi teorici.
Rispetto ad essa differisce per una minore frequenza delle sedute.
Questo orientamento teorico pone come presupposto di partenza la curiosità per la conoscenza di se stessi.
Può beneficiare di un tale intervento chi è interessato a conoscere e a comprendere quei modelli pregressi e inconsci che hanno tracciato, nella sua esperienza soggettiva di vita, un percorso più o meno consolidato che lo rende oggi intrappolato in schemi disfunzionali che gli causano sofferenza. Sono dunque il desiderio di comprendere se stessi, la volontà che si realizzi una certa consapevolezza del funzionamento del proprio sé e una significativa motivazione, a indicare la propria adeguatezza a un simil trattamento (Gabbard, 2010).
In definitiva, la psicoterapia psicodinamica si pone l’obiettivo di comprendere un’altra persona in modo empatico e non giudicante, all’interno di una relazione significativa stabilita con quest’ultima.
In questo modo è possibile favorire un processo di comprensione di se stessi e delle proprie modalità di relazionarsi al mondo, facilitando il processo di apertura e di fiducia con e nell’altro da sé.

EDMR

Dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing (Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress, soprattutto allo stress traumatico.
L’EMDR si focalizza sul ricordo dell’esperienza traumatica ed è una metodologia completa che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra per trattare disturbi legati direttamente a esperienze traumatiche o particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo.
Dopo una o più sedute di EMDR, i ricordi disturbanti legati all’evento traumatico hanno una desensibilizzazione, perdono la loro carica emotiva negativa.
Il cambiamento è molto rapido, indipendentemente dagli anni che sono passati dall’evento.
L’immagine cambia nei contenuti e nel modo in cui si presenta, i pensieri intrusivi in genere si attutiscono o spariscono, diventando più adattivi dal punto di vista terapeutico e le emozioni e sensazioni fisiche si riducono di intensità.
L’elaborazione dell’esperienza traumatica che avviene con l’EMDR permette al paziente, attraverso la desensibilizzazione e la ristrutturazione cognitiva che avviene, di cambiare prospettiva, cambiando le valutazioni cognitive su di sé, incorporando emozioni adeguate alla situazione oltre ad eliminare le reazioni fisiche.
Questo permette, in ultima istanza, di adottare comportamenti più adattivi. Dal punto di vista clinico e diagnostico, dopo un trattamento con EMDR il paziente non presenta più la sintomatologia tipica del disturbo post-traumatico da stress, quindi non si riscontrano più gli aspetti di intrusività dei pensieri e ricordi, i comportamenti di evitamento e l’iperarousal neurovegetativo nei confronti di stimoli legati all’evento, percepiti come pericolo. Un altro cambiamento significativo è dato dal fatto che il paziente discrimina meglio i pericoli reali da quelli immaginari condizionati dall’ansia.
Si sente che veramente il ricordo dell’esperienza traumatica fa parte del passato e quindi viene vissuta in modo distaccato.
I pazienti in genere riferiscono che, ripensando all’evento, lo vedono come un “ricordo lontano”, non più disturbante o pregnante dal punto di vista emotivo.

Dopo l’EMDR il paziente ricorda l’evento ma il contenuto è totalmente integrato in una prospettiva più adattiva. L’esperienza è usata in modo costruttivo dall’individuo ed è integrata in uno schema cognitivo ed emotivo positivo.
Cioè il paziente realizza le connessioni di associazioni appropriate, quello che è utile è appreso ed immagazzinato con l’emozione corrispondente ed è disponibile per l’uso futuro. (Fonte emdr.it)

Neuropsicologia ed invecchiamento

La neuropsicologia è una branca della psicologia che si occupa della relazione mente-cervello, ovvero della relazione tra le funzioni cognitive ed i correlati anatomo-fisiologici.
Uno dei presupposti teorici più importanti che ne sono alla base è la plasticità neuronale, ossia la capacità di riorganizzazione dei circuiti cerebrali. In ambito clinico, questa plasticità consente il recupero di funzioni perse in seguito a traumi o ictus cerebrali.
In ambito fisiologico consente, attraverso programmi di potenziamento cognitivo, di prevenire l’invecchiamento mentale, oltre che di sviluppare molte funzioni cognitive (es. memoria, attenzione, concentrazione, linguaggio, ecc.).

Numerosi studi hanno infatti ampiamente dimostrato l’efficacia dei training cognitivi nel:

  • potenziare tali funzioni
  • prevenirne l’indebolimento con l’aumentare dell’età
  • recuperare le funzioni lesionate
  • rallentare la comparsa dei sintomi in caso di patologie neurodegenerative (es. Alzheimer)

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Piazza Caduti per la Libertà, 3 – Moncalieri

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